La notte atomica ci ha rimboccato le palpebre


Ero in Colonne. In verità, tutti erano in Colonne.
Magari mi avete anche vista, ero quella con gli stivali infangati.
Comunque, anche se ho passato un terzo della serata a cercare parcheggio (ho una smart, n.d.r), un terzo incastonata da Grom e l'altro terzo incastonata al Rattazzo con un gin tonic in mano, mi sono divertita.

A casa ho impiegato una buona mezz'ora a sgomberare il letto, su cui prima di uscire avevo lasciato metà del contenuto del mio armadio, tutto arruffato.
Adesso, avrei bisogno di qualcuno che mi strucchi.
Non è difficile, basta strofinarmi in faccia la salviettina apposita.

Tra quattro ore e mezza sarò operativa, al seggio a cui mi hanno assegnato.
Che questa volta non è il mio seggio e non mi piace per niente.
Non so dove andrò a prendere il caffè, visto che la cosa più simile a un bar lì vicino è il Circolo.
Non conosco nessuno, lì.
Non ci sono i miei rappresentanti di partito preferiti.
E questi scrutatori qui non ce la possono.

Quindi per favore, per favore, venite a votare e facciamoci questo quorum.

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