Election Day



Non vi immaginate quanta gente vota alle otto di domenica mattina, e sinceramente è meglio per voi.
E non vi immaginate neanche che scompiglio può creare invertire la posizione dove registrare gli uomini e le donne. Non c'è stato nessuno che non abbia commentato l'accaduto.
Alle nove votano le canossiane e ci si è riempito il seggio di suore.
Poi è venuta una signora che ci ha lasciato un vassoio di pizzette "perché la giornata è lunga".
Faceva un caldo da sciogliersi. Nei tempi morti ci siamo raccontati la storia delle nostre vite, ho ripetutamente dimenticato il cellulare nei luoghi più disparati e bevuto un numero imprecisato di caffè shakerati.
Ma soprattutto ci facevamo venire dubbi sulla compilazione dei verbali.
Il rappresentante del PD, con la sua collezione di pantaloni fosforescenti, alla fine non chiedeva nemmeno più le percentuali, veniva solo per passare il tempo. E mi chiedo se i due ragazzi di Sinistra, Ecologia e Libertà non abbiano trascurato le altre sezioni. Quello che non ride mai abita nel mio condominio. Da piccola avevo una cotta per lui e il suo piercing.
Circolavano varie dicerie su come votare ma nessuno aveva realmente capito: ci sono stati 20 minuti di delirio in proposito, in un orario imprecisato di domenica, con otto votanti che gesticolavano tutti insieme parlando di partiti, simboli e crocette: «Ma se per esempio...» «Non posso fare esempi!». E «Oddio, ma avrò timbrato la scheda a tutti, vero? VERO?».
C'era uno con la carta d'identità con la plastichina verde e gli adesivi della lega.
Poi è arrivato quel signore simpatico uguale a Pisapia, che ha anche votato PD ma in teoria non avrebbe dovuto dirmelo.
«Signorina, dica a quel rappresentante di partito che non può andare in giro con la spilla di Bossi in silenzio elettorale. Io non la voglio vedere, io voto Pisapia!»
«Se vuole, domani posso venire vestita di arancione»
«E noi saremo tutti con lei!».
Sta mattina alle sette mi addormentavo sulle urne e c'era aria da ultimo giorno di scuola.
Avevo quel vestitino comprato a Madrid e lo scrutatore della sezione 7 non mi staccava gli occhi di dosso. Quando è uscito a fumare sulle scale anti incendio è rimasto chiuso fuori, e io ero molto tentata di lasciarlo lì.
Alla fine non sono venuti i dieci cugini e la moglie di Gattuso, che si parlavano e si confrontavano le schede mentre votavano.
E si dice che l'ultima volta qualcuno abbia messo una fetta di salame dentro alla scheda, ma questa volta purtroppo non è successo.
Ho accudito i pacchi con i vostri voti per un'interminabile coda in comune, dove cominciavano ad arrivare gli Arancioni, a piedi, in bicicletta, di corsa.
Anche il ragazzo di Sinistra Ecologia e Libertà, Quello che non ride mai, sorrideva.
E anch'io, da quando abbiamo aperto le urne alle tre, ho un soriso scemo fisso qui.

Domani ho un esame e ho fatto tutto tranne che studiare.
Se domani mi bocciano non me ne frega niente.

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